20/01/10

noanoressia1Usano la rete per diffondere Ana, ovvero l'anoressia, come una scelta di vita. E' sufficiente digitare su Google "siti pro ana" e magicamente compariranno blog che fomentano la crescita di questo filone di morte. E' possibile restare indifferenti a tutto ciò? Io non posso. Ho visto di persona i danni dell'anoressia, da vicino. Troppo vicino. Il ricordo di Mimma ancora mi sconvolge...
Mimma è una ragazzina di 12 anni, un fiore non ancora sbocciato ma che promette di diventare presto una splendida rosa. E' alta per la sua età, supera il metro e settanta. Il fisico è snello e ancora acerbo; i seni solo abbozzati. "Voglio fare la modella. Credi possa farcela?" I suoi occhi grandi e profondi mi guardano con interesse. "Sei molto giovane, è presto per dirlo" le rispondo. "E' vero, però posso imparare e quando avrò l'età giusta sarò pronta per Milano, la capitale della moda" la sua voce è infantile, ma la sua testa ragiona da grande. "Ok. Possiamo provare. Torna con tua madre che voglio sentire il suo parere" così è iniziata la storia. Pochi giorni più tardi Mimma frequenta il corso di portamento alla scuola per modelle dove insegno. Capisco subito che ha i numeri per farcela e quando mesi più tardi la vedo muoversi davanti all'obbiettivo della macchina fotografica, disinvolta e "spontanea", mi tremano le gambe per l'emozione. Mi rendo conto che non sarà facile proteggerla dai "volponi" che bazzicano il mondo della moda e sfruttano a loro favore l'ingenuità e l'inesperienza di queste ragazzine. Ma io non sono sua madre, non sono suo padre; sono solo colei che la formerà e poi la lascerà andare.

Sono trascorsi tre anni da allora. Sto spingendo il carrello della spesa quando sento una voce chiamare alle mie spalle. Mi volto e vedo una donna sorridente venirmi incontro. "Signora Gin, si ricorda di me? Sono la mamma di Mimma" ha il volto magro, scavato. La guardo attentamente cercando di mettere a fuoco i ricordi "Sì. Ma certo! La mamma di Mimma. Che piacere. Come sta? E come sta Mimma?" l'abbraccio, felice di rivederla. Lei mi guarda con gli occhi diventati improvvisamente tristi "Se sapesse... Mimma è qui con me, fra poco la vedrà, è andata a cercare i biscotti per la colazione. Ma non prenda paura... è molto cambiata" abbassa la voce guardandosi intorno. Io resto muta, appesa a quelle parole, senza capire. "Ha sempre lo stesso numero di cellulare? Posso chiamarla?" "No, l'ho cambiato, ora le do il nuovo" e mentre allungo il biglietto da visita d'un tratto la vedo. E' un attimo. Il sangue si gela nelle vene. Mimma, il mio bocciolo di rosa, è diventata un ramo secco, grigio e senza vita. Avanza lentamente trascinando i piedi. E' uno scheletro che cammina: "Buongiorno" mi dice in un soffio, il suo sorriso è appena accennato. "Mimma, che piacere rivederti. Come stai?" ho lo stomaco chiuso dalla visione e nella testa niente di sensato da dire. "Studi ancora danza classica?" "No, ho smesso". "E la scuola? Ti sei iscritta al linguistico come volevi?" Interviene la madre che la prende per mano tirandola a se: "Mimma è stata poco bene e ha perso un anno di scuola, ma adesso sta meglio e cercherà di recuperare, vero tesoro? Andiamo adesso, che facciamo tardi". Mi stringe la mano frettolosa "E' stato un piacere rivederla" e senza lasciarmi replicare se la trascina via.

E' sera quando squilla il telefono. La riconosco subito: è la madre di Mimma. Mi chiede di ascoltarla. Con voce rotta dal pianto mi racconta della malattia della figlia, dell'anoressia che la sta devastando, della separazione dal marito che ha lasciato entrambe sconvolte e sole. Due donne annientate dal dolore. Ognuna ha reagito a modo suo. Mimma ha smesso di mangiare. L'hanno ricoverata in ospedale e alimentata a forza, ma mancava la volontà, la voglia di sopravvivere. Perché è successo a lei, perché Mimma si è ridotta così? Le sue domande sono grida di sofferenza alle quali non ho risposte. Posso solo ascoltare, comprendere, condividere il dolore, la disperazione. Sei mesi dopo il cuore di Mimma ha smesso di battere per sempre e dentro me qualcosa si è rotto. Era il 14 novembre 2007.

Ognuno di noi può fare qualcosa per aiutare le ragazzine come Mimma. La mia lotta quotidiana è insegnare alle donne ad amare loro stesse e il loro corpo, rispettandolo così com'è con i difetti e i chili di troppo. Ogni giorno porto avanti la mia battaglia lottando contro l'anoressia. Se la pensi come me prendi uno di questi banner e caricalo fra le tue foto su Facebook o se hai un blog inseriscilo nel template. Aiutami a diffondere la "lotta contro ANA".  

Per approfondire il tema sui disturbi alimentari visitate il sito dell'associazione "Mi fido di Te" nel quale troverete molto da leggere; se invece cercate una struttura sanitaria, di cura e accoglienza, c'è il CDA centro comportamento disturbi alimentari Palazzo Francisci di Todi, che fa capo alla ASL 2 Umbria.



10 commenti

Anonimo ha detto... @ 21 gennaio 2010 02:38

Ciao Gin non importa chi sono ma voglio farti sapere che mi hai commossa... grazie per averci raccontato la storia di Mimma
:-D

Anonimo ha detto... @ 21 gennaio 2010 08:59

Sono sconvolta non sapevo ci fosse questo schifo in rete... ma la polizia che fa?
ciao a tutti, Simo

Layla ha detto... @ 22 gennaio 2010 05:18

E' una motivazione molto importante oltre che dolorosa. Ti stimo come e più di prima!

GinCastelli ha detto... @ 22 gennaio 2010 06:52

@Simo
Purtroppo i blog di questo tipo aprono e chiudono molto velocemente rendendo impossibile il monitoraggio da parte delle autorità... ma questo non significa che non dobbiamo stare attenti e segnalare a "chi di dovere". Ciao :-)

GinCastelli ha detto... @ 22 gennaio 2010 06:53

Ciao Anonima,
grazie a te d'essere passata :-))

GinCastelli ha detto... @ 22 gennaio 2010 06:54

@Layla
Grazie Layla ^__^

Deborah ha detto... @ 24 gennaio 2010 10:49

Ciao Gin, oltra i blog pro ana mi sono trovata spesso, girando su splinder, in alcuni blog di ragazze anoressiche o bulimiche, che giorno dopo giorno raccontano le loro giornate passate davanti lo specchio o scrivono i loro "diari alimentari" fatti da "2 fette biscottate, mi sento in colpa". Ho provato a lasciare dei commenti, ma chiaramente un solo mio commento non può fare nulla contro quelli delle amiche che ti dicono "ottimo, sei una ragazza fortissima, anche io quando mi sveglio la mattina con la fame sento di avere vinto una battaglia". È davvero raccapricciante tutto ciò...

Deborah ha detto... @ 24 gennaio 2010 10:56

PS. ho anche messo il banner nel mio blog!

GinCastelli ha detto... @ 26 gennaio 2010 03:39

@Deborah
Cara amica di Splinder, lasciare commenti su quei blog è tempo perso... anzi, a quanto pare le motiva ancora di più nell'intento di farsi del male.
L'unico modo per combattere la diffusione dell'anoressia in rete è parlarne fino allo sfinimento, fra amici, a scuola, ovunque. Far capire a tutti che volersi bene è l'unica strada per la felicità.

Grazie per aver esposto il banner sul tuo blog ^__^

Anonimo ha detto... @ 22 marzo 2010 19:39

SAPERE CHE OLTRE LE BELLE E DESIDERATE MAGRE DELLA TV CI SONO ANCHE MAGRE CHE MUOIONO,VI FA ACCETTARE MEGLIO LE VOSTRE TAGLIE EXTRA LARGE? FATE ACCAPPONARE LA PELLE...

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