18/06/10

Parlando di se stessa, dice che se non facesse la modella sarebbe una comunicatrice. A dire la verità, già oggi riesce a ricoprire egregiamente entrambi i ruoli: Elisa D’Ospina, 26 anni, vicentina, oltre alla indossatrice “plus size” per case di moda internazionali, da cinque anni conduce assieme al fidanzato un’agenzia di comunicazione e moda che lavora per alcune fra le più affermate aziende nel settore dell’abbigliamento, della calzatura, della gioielleria e dell'orologeria.

Compito difficile ma appagante, immagino.
“Infatti, e alle volte non è semplice. E’ un doppio lavoro a tutti gli effetti, ma con il mio ragazzo cerchiamo di far il possibile perché tutto combaci... E’ un impegno duro, ma alla fine molto soddisfacente”.

Diventare modella per te ha voluto significare un sogno realizzato, una passione, un progetto... o cos’altro?
”Per me è iniziato tutto casualmente, grazie a un annuncio su un giornale. A dire il vero è stata mia mamma a chiedere di prendermi le misure di seno, vita e fianchi: così, abbiamo scoperto che combaciavano con le misure che l’azienda dell’inserzione richiedeva alle aspiranti modelle. Mi hanno chiamata dopo soltanto una settimana per la prima sfilata... Ero terrorizzata, lo ricordo ancora benissimo!”.

Che cosa ti impressionava di più?
“Era strano per me soprattutto entrare nell’ordine di idee che anche con una taglia 46 si potesse sfilare. Sono salita sulla pedana della passerella con uno sguardo smarrito, poi a poco a poco mi sono rilassata e rinfrancata... ed eccomi qui”.

Per molte donne la moda per taglie comode è ancora sinonimo di capi goffi e dal taglio stile "signora". Aiutami a sfatare questo pregiudizio.
“In effetti molte aziende hanno ancora una clientela di età adulta, che richiede capi fatti in determinato modo; capi che le ragazze in genere non acquistano. Nei pochi anni che mi hanno visto protagonista di questo settore però ho notato un’evoluzione...  oggi posso dire che qualcosa sta cambiando, e che la moda plus size si sta svecchiando”.

Segui un tipo di alimentazione speciale?
“Nei limiti del possibile cerco semplicemente di condurre una vita sana, e di tenere un’alimentazione equilibrata”.

Rivelami un peccato di gola al quale però non rinunceresti mai...
“Il cioccolato!... Come si può rinunciare a un quadratino di cioccolato al latte?”.

Che nella giusta quantità non ha mai rovinato nessuno... Ma passando a un argomento più serio, come spieghi la crescente diffusione dell’anoressia tra le giovani? E’ davvero tutta colpa della moda e dei modelli imposti dai mass-media, o c’è dell’altro?
“Secondo me le cause della forte diffusione dell’anoressia stanno in una mancanza della cultura di accettazione del proprio corpo. A tale proposito, sono anche protagonista di una campagna sociale contro i disturbi alimentari:"I'm not a fashion victim". La campagna è nata da un'idea mia e di altre colleghe professioniste del settore conformato. Contemporaneamente è nato anche il gruppo "Curvy can" Insieme si può fare. La campagna è stata realizzata in collaborazione con Jonas Onlus e nasce allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo ai disturbi alimentari. Presto ci saranno diverse iniziative volte a portare il messaggio di accettazione del proprio corpo nelle scuole. Vogliamo essere una testimonianza concreta per tutte le ragazze che non si accettano, che fanno della magrezza un'icona di bellezza e spesso combinano danni al proprio corpo con diete drastiche e sbagliate. I mass media ci propongono un modello di donna magra, molto diverso rispetto alla donna comune. Ma per sconfiggere l’anoressia si deve partire anche da noi stesse: è essenziale la consapevolezza che si può essere belle anche con qualche centimetro o chiletto in più”.

Per saperne di più sulla campagna scarica il comunicato stampa.


di Patrizia Rossetti

4 commenti

Maya ha detto... @ 19 giugno 2010 02:47

Plus size? Insomma... se queste sono le modelle plus size, non mi soprende che le VERE plus size (dalla 48 in su) si facciano venire i complessi.

Non era proprio incoraggiare le donne formose a piacersi, lo scopo di questo blog?

(spero che questo commento venga preso come una critica costruttiva)

Lorella ha detto... @ 19 giugno 2010 16:20

Alla fine per la moda è già un grande passo....Bella Eli :) Spettacolo puro.... Una vera donna

GinCastelli ha detto... @ 20 giugno 2010 01:55

Maya,
comprendo che non ti piaccia il fatto che una normalissima taglia 46 sia considerata una plus (in molti casi addirittura "conformata"); non piace nemmeno a me, ma questa è la realtà e bisogna conoscerla per cambiarla! Come detto altre volte, non solo su questo blog, la moda ha preso una strada che non ci piace e che, con le sue scelte, porta molte ragazze all'anoressia e alla bulimia. L'esistenza di un filone Plus size con modelle come Elisa è un primo passo incoraggiante che dobbiamo sostenere se vogliamo davvero ottenere un cambiamento. Se pensi che ci sia un modo più veloce sono tutta orecchie. Ma ricorda che la guerra si vince a piccole battaglie:-))

PS: le donne sono piene di complessi, a prescindere dalla taglia. Se così non fosse le consulenti d'immagine sarebbero disoccupate ^__^

Anonimo ha detto... @ 14 febbraio 2012 03:45

Infatti,la 46 e' la taglia media delle italiane.Quindi,plus size per modo di dire..Nella alta moda,diciamo.

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